domenica 18 febbraio 2018

Blog tour Goppion - Crostatine con pasta frolla al caffè Nativo e marmellata di arance


Il 19 gennaio ho avuto l'opportunità insieme ad altre  colleghe Food Blogger di visitare la storica azienda di torrefazione  Goppion Caffè  di Treviso, quest'importante occasione formativa mi è stata offerta dalla nostra Associazione Italiana Food Blogger e dall'agenzia di comunicazione Studio Cru.
Siamo state accolte ed  accompagnate durante questa visita da Paola Goppion, responsabile marketing e comunicazione dell'azienda, che subito ci ha coinvolte con l'entusiasmo per il suo lavoro e il mondo del caffè.
Io  rimango sempre affascinata dalle storie imprenditoriali, soprattutto se riguardano la mia regione d'origine e il settore agroalimentare.
Ma la storia di quest' azienda  è diversa da altre produzioni venete, la materia prima  arriva da  piantagioni esotiche che si trovano in diverse zone del mondo  e  i membri della famiglia  Goppion, pur mantenendo delle solide radici nel nostro territorio, fin dall'800 hanno  viaggiato per importare  i chicchi migliori.
La ricerca e il mantenimento della qualità del caffè, dalle origini alla tazzina, è un obiettivo continuo per questa famiglia,  tramandato di generazione in generazione...
Come ci ha spiegato Paola Goppion solo da piantagioni, chicchi eccellenti, opportunamente lavorati in loco da partners di fiducia, si può partire per offrire al consumatore finale un caffè che si distingua per la sua qualità, il Buon Caffè come da sempre vuole fare la loro famiglia.
Tutto ebbe inizio  con Luigi Goppion, un orfano che giovanissimo iniziò la sua attività nel 1858 con un piccolo bar, trattoria che fungeva anche da negozio alimentare ed ufficio postale a Lughignano, dove decise di proporre anche il caffè tostato nella palla di ferro del camino.
Nella sua piccola società iniziarono a lavorare  prima il figlio Pietro e poi anche molti nipoti, tra i quali  Angelo e Giovanni che nel periodo del colonialismo si trasferirono in Etiopia, paese dove cresce uno dei caffè migliori al mondo e dove  nacque la passione e si creò il primo forte legame fra questa famiglia e il caffè.
Lo stesso nome arabo del Caffè deriva probabilmente da Kaffa, una regione dell'Etiopia dove cresce una varietà spontanea Coffea.
Dopo la seconda guerra mondiale Angelo e Giovanni ritornarono in Veneto ed acquistarono nel '48 la Piccola Torrefazione Trevigiana Caffè marchio a cui aggiunsero il nome Fretelli Goppion.
Nello stesso periodo altri due nipoti di Luigi, Ottorino e Olivio, in Venezuela fondarono la torrefazione " Cafè San Antonio - Hermanos Goppion".
Lo stabilimento attuale nacque nel 1968 in provincia di Treviso con il nome Goppion Fratelli Industria del Caffè,  preceduta da una grande G rossa ideata nel 1965 dall'architetto Umberto Facchini  e che rappresenta ancora oggi il simbolo inconfondibile dell'azienda.


Attualmente e dal 1982 la Goppion Caffè è una società per azioni, ma la conduzione è rimasta famigliare con oltre a Paola Goppion,  Sergio Goppion, direzione Generale e acquisto del caffè, Silvia Goppion, Responsabile delle Risorse  Umane, Mario Goppion direttore della società immobiliare relativa al gruppo.
In azienda ci siamo sentite come delle ospiti privilegiate ed abbiamo visitato i magazzini di stoccaggio, la torrefazione, con  il suo profumo inebriante, intenso ed indimenticabile, il confezionamento, il  laboratorio di analisi chimica e sensoriale fondamentale per i controlli qualitativi aziendali.






L'azienda Goppion è certificata FSSC 22000 (Food safety  management systems)  per la Torrefazione e Confezionamento di caffè in grani e macinato, certificazione che si rivolge ad aziende alimentari per armonizzare i requisiti di certificazione e i  metodi per ottenere sistemi di sicurezza, con il risultato finale di maggiora sicurezza del consumatore.
Dal 1997  fa parte di CSC (Caffè speciali Certificati), un consorzio di Torrefattori Italiani che cercano e certificano la qualità dall'origine al confezionamento presso ciascun torrefazione.
Le confezioni delle aziende che fanno parte di questo consorzio presentano un bollino chiaro, numerato progressivamente, dotato di ologramma anticontraffazione, questo marchio certifica che: "La confezione sulla quale è posto contenga esclusivamente Caffè Speciale Certificato, proposto da ciascun torrefattore secondo la propria ricetta in miscele di livello e gusto superiore. Un garanzia che tutti i meticolosi controlli dichiarati, sono stati correttamente e regolarmente effettuati."

Goppion inoltre dal 2014 è  tra i fondatori del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, che ha come scopo principale la promozione, la valorizzazione e la tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale presso gli operatorie e i consumatori, con un ufficiale richiesta all'Unesco per  il riconoscimento come Patrimonio Immateriale dell'Umanità.
Sempre dal 1997 produce con il proprio marchio un caffè speciale Nativo,  certificato da FAIRTRADE, la certificazione etica più riconosciuto al mondo e che supporta i produttori dei paesi in via di sviluppo e da  CCPB certificatore per il Biologico eco-compatibile ed eco-sostenibile.
Nella parte finale della nostra visita abbiamo partecipato alla degustazione di due caffè fra i quali proprio  il Nativo e di Dolce con un interessante  analisi visiva, olfattiva e gustativa, vi riporto le caratteristiche principali descritte nelle scheda Goppion:
Dolce è un miscela di caffè Arabica selezionati, di origine Brasiliana e Centroamericana, il suo gusto è intenso vellutato, corpo pieno, l'acidità ed equilibrio molto buono, permanenza prolungata con note di cioccolato al latte, basso contenuto di caffeina;
Nativo è composto da 100% Arabica centroamericani, gusto aromatico e persistente, corpo pieno, buon equilibrio in tazza ed acidità. Retrogusto intenso, sfumature di cacao e sentori  fruttati, permanenza prolungata con note di cacao amaro.
Ho apprezzato molto le caratteristiche del Nativo e ho deciso di  utilizzalo per  la ricetta  che vi propongo per questo post dedicato al Caffè.
La frolla che ho ottenuto ha un meraviglioso profumo intenso di caffè, proprio come la desideravo e si combina perfettamente con la marmellata di arance ma può essere utilizzata anche semplicemente per preparare dei biscotti.
Questa visita alla  Goppion mi ha fatto comprendere quando lavoro, ricerca e passione ci possa essere dentro una singola tazzina di caffè, ho iniziato a degustarlo con maggiore consapevolezza e con il giusto tempo che merita un caffè di qualità.

Crostatine con pasta frolla al caffè Nativo

 e marmellata di arance


Ingredienti per 9 stampini
da 8 cm di diametro

300 g Farina 00
140 g zucchero a velo
150 g burro
2 tuorli
1 tazzina di Caffè Nativo Goppion (preparato con la Moka)
1 cucchiaio di caffè in polvere Nativo Goppion
1 cucchiaino di cacao amaro in polvere
1 pizzico di sale
450 g marmellata di arance

Lavorare con un cucchiaio di legno il burro ammorbidito e tagliato a pezzetti con lo zucchero a velo e i tuorli, aggiungete 30 g di caffè liquido raffreddato.
Setacciate la farina e  il cacao, uniteli al caffè in polvere, aggiungere un pizzico di sale e mescolate.
Unite il composto con il burro alla parte secca, lavorate il tutto velocemente sul piano di lavoro, formate una panetto, ricopritelo con la pellicola e riponetela in frigorifero per almeno 1 ora.
Imburrate ed infarinate gli stampini di metallo.
Sul piano di lavoro leggermente infarinato, stendete la frolla con il mattarello con un altezza di circa 5 mm, adagiate la pasta sugli stampini, fate aderire bene con una leggera pressione anche sui bordi,  bucherellate con i rebbi  della forchetta.
Farcire con la marmellata (circa 40/50g) e se desiderate decorate le crostatine con la pasta frolla avanzata.
Infornate in forno statico preriscaldato a 180° per circa 25 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare e togliete dagli stampi
Degustate con una tazzina di caffè Nativo e con molta calma...




Paola Goppion  Serena Codognola,  Lara Bianchini,   Paola Sartori,   Carlotta Studio Cru,  Silvia Zanetti

sabato 10 febbraio 2018

Frittelle di patate lievitate - ricetta di Iginio Massari


Per una volta  ho seguito il calendario: Carnevale = frittelle.
Ma non potevo di certo accontentarmi di prepararle semplici e tradizionali, a  me le mie ricette  piace farle strane;)
Così sfogliando il nuovo importantissimo libro che mi ha sempre  regalato la santa di mia cognata  "Cresci - L'arte della pasta lievitata di Massari-Zola" ho trovato queste frittelle di patate con impasto lievitato.
Eccola avevo la ricetta particolare per mettermi alla prova in un campo che non conosco molto, quello dei dolci fritti.
La ricetta non è complessa, ma nel libro vengono dati alcuni passaggi per scontati, io cercherò di scrivere in modo semplice e dettagliato per chi deciderà di provare queste delizie.
Ho integrato  le informazioni del manuale con un intervista che il Maestro ha rilasciato l'anno scorso per Gambero Rosso -  Carnevale d'Autore. Le frittelle di Iginio Massari.
L'articolo è molto interessante anche per  i consigli svelati dal Maestro riguardo la  frittura dei dolci e alla fine vengono proposte proprio queste frittelle speciali.

sabato 27 gennaio 2018

Plumcake all'olio d'oliva e arancia senza latte - ricetta di Iginio Massari


Mia cognata Cristina a Natale mi ha regalato un libro che desideravo da moltissimo tempo "Non solo zucchero -  volume I" del grandissimo Maestro Iginio Massari.
Amo la pasticceria e, anche se non ho mai frequentato corsi specifici,  mi dona sempre  grandi soddisfazioni. Come ho scritto più volte io, imprecisa di natura, quando preparo un dolce mi trasformo in un  orologio svizzero.
Desideravo fra i miei libri di cucina un manuale che mi desse delle certezze sulle tecniche e i metodi utilizzati in  pasticceria  e diventasse per me come un corso continuo.  
Questo prezioso libro  lo voglio  utilizzare proprio così, imparando e memorizzando con ogni ricetta qualcosa di nuovo.
Questo plumcake  mi è piaciuto non solo per la delicatezza del suo profumo, la sua perfetta consistenza, il suo sapore e il suo aspetto elegante, ma ho apprezzato anche la precisione con cui è stata indicata la ricetta dal punto di vista tecnico,   perché anche per un semplice plumcake: le uova vanno pesate, il composto deve essere scaldato a 40° prima di montarlo, la farina setacciata  ben 2 volte e l'olio versato in 4 volte.